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La seduta del Consiglio Comunale, svoltasi lo scorso 30 marzo 2017, si è aperta con una notizia fornita da parte del Segretario Comunale Ruggieri circa la notifica da parte della Corte dei Conti al Comune di Spoleto del referto dell’attività di controllo operato per l’anno 2015 (il documento è datato 13 Marzo 2017), in cui la stessa Corte rileva il mancato svolgimento del controllo strategico, nonché l’inadeguatezza del controllo sulla qualità dei servizi: fatti questi meritevoli di segnalazione alla Procura della Corte dei Conti. Nel documento si precisa, inoltre, che il sistema di controllo strategico fornisce un controllo utile e veritiero al fine di individuare il reale impatto dell’azione politica nei confronti della collettività. Sono queste le principali osservazioni che vengono formulate nei confronti del Comune di Spoleto ed opportunamente segnalate al Sindaco, ai Revisori dei conti, al Presidente del Consiglio Comunale, alla Procura della Corte dei Conti. Il Segretario Comunale però “tranquillizza” tutti informando che il passaggio alla Procura sia solo un atto dovuto, rimane a nostro avviso la responsabilità politica di tali omissioni. A breve verrà approvato il bilancio consuntivo 2016 che sarà oggetto di approfondita analisi ed in particolare dall’opposizione.

Ma veniamo al merito del Consiglio. La seduta è proseguita con i vari punti all’ordine del giorno e il risultato circa la tenuta e la solidità di questa maggioranza non è affatto rassicurante, poiché il bilancio è stato approvato con 13 voti a favore: tanti ne servivano e tanti ne sono stati racimolati! Ciò significa che, se il Presidente di Commissione Bilancio, l’ ”abogado” Proietti, astenutosi nella commissione che ha presieduto il 28 marzo, avesse fatto altrettanto in sede di votazione consiliare, come logica avrebbe fatto pensare, il Prof. Cardarelli avrebbe terminato la propria esperienza di sindaco. Ma andiamo con ordine a beneficio di coloro che non sono a conoscenza del percorso seguito fino all’approvazione del bilancio del 30 marzo 2017. Premesso che l’astensione è un chiaro segnale di dissenso alla previsione di spesa contenuta nel bilancio di preventivo 2017, non comprendiamo minimamente quale siano state le vere motivazioni politiche che hanno indotto il giurista Proietti a cambiare atteggiamento nei confronti di questa giunta in una sola notte. Infatti, che le frizioni all’interno di questa maggioranza esistono da tempo, lo si era capito dall’intervista rilasciata circa 20 giorni fa a Spoletonline dal Consigliere Proietti quando annunciava di abbandonare il movimento di “Rinnovamento” per il neo costituito “Rinascimento” di Sgarbi. In particolare, nell’intervista si apprende che lo stesso avrebbe voluto offrire un contributo maggiore a questa amministrazione e “crede di aver fornito ad ognuno dei cittadini che lo hanno interpellato la risposta che voleva sentirsi ricevere”. Evviva la franchezza del Consigliere Proietti! E’ evidente che questo cambio dell’ultimo momento trovi origine in motivazioni non certo politiche. Non fosse altro perché il pungolo Proietti non è stato in grado di motivare in sede di approvazione, magari presentando un piccolo emendamento al documento contabile, il suo voto favorevole rispetto alla manifestata astensione in sede di commissione consiliare. La non coerenza del Proietti è stata la mancata occasione per porre termine all’esperienza politica di questa maggioranza, caratterizzata da una discutibile capacità di previsione e programmazione, come dimostrano anche le corpose variazioni di bilancio apportate nel corso di questi ultimi anni. E, tanto se ve ne fosse stato bisogno, ha avuto ancora più risalto nelle vuote e scarne argomentazioni che hanno accompagnato l’approvazione del documento di programmazione politica.

Tra i dati contabili più importanti indicati nel documento approvato si evidenzia come la spesa corrente prevista per il 2017 sia di 35,8 milioni (inferiore ai 35,9 milioni del 2016 e ai 37,16 del 2015). Tra le economie di gestione si registrano risparmi sui fitti passivi (meno 112.000 euro), sulle spese di funzionamento (meno 200.000 euro) e sul personale (meno 62.000 euro). Relativamente alle entrate: i trasferimenti per la ricostruzione legati all’emergenza terremoto che ammontano a 2,4 milioni di euro (compresi i contributi per autonoma sistemazione, acquisti di beni e servizi, personale); la riduzione del gettito Imu di 300.000 euro (da 7,8 milioni a 7,5 milioni di euro), in virtù della riduzione del valore delle aree fabbricabili connessa alla variante del Piano Regolatore in corso di approntamento.

La città di Spoleto, parafrasando le parole utilizzate in consiglio dal Capogruppo Monini, è un po’ “sfigata”. Non certo per le valutazioni del consigliere con delega allo sviluppo economico, di cui è rimasto solo il nome, bensì per il modo in cui viene governata. Ciò perché, con grande franchezza, ci si aspettava qualcosa di più eclatante e concreto, sia in termini di idee, proposte e risorse (sempre di meno), per le drammatiche condizioni di profonda crisi che attraversa il nostro territorio. Vogliamo continuare (ma invano) e speriamo solo che la ferocia annunciata da questa giunta, sia nell’imposizione fiscale sia nell’azione di recupero delle imposte evase (circa 23 milioni), oltre al giro di vite da “stato di polizia” con le contravvenzioni stradali (oltre 4 milioni), non costituiscano una sorta di “mannaia” che tagli definitivamente la testa alla speranza dei nostri concittadini in un futuro migliore. Evviva la maggioranza e…le buone pratiche!